Anno: 2026 – Autore: Carlo N. Del Mar Pirazzini
| Anno | 2026 |
| Editore/Sviluppatore | JOTD |
| Genere | Platform Game |
| Piattaforma | AMIGA AGA |
| Sito Web | Gost’N’Goblins |

C’è una generazione che non ha bisogno di trailer in 4K per sentire i brividi: le basta vedere un cavaliere in mutande che corre sotto un cimitero pixelato. Per noi over 40, Ghosts’n Goblins non è solo un arcade: è l’odore di fumo e plastica dei bar, le monetine sudate strette nel pugno, il rumore metallico del gettone che scivola dentro il cabinato, la luce del monitor che buca il buio della sala giochi. È il gioco che non ti perdonava niente, quello che ti umiliava al primo zombie, ma che ti costringeva a riprovare ancora e ancora, perché ogni metro conquistato aveva il sapore di un’impresa epica. Era tornare a casa con il fantasma dei suoi jingle in testa, a disegnare Arthur sui quaderni di scuola, a raccontare agli amici “sono arrivato FINO AL CASTELLO” come se avessi scalato l’Everest.
E oggi, quando rivediamo quel cielo viola, quelle tombe, quei demoni con le ali, non stiamo solo guardando un gioco: stiamo riaprendo una porta su un tempo in cui bastava un joystick, due tasti e tanta ostinazione per sentirci eroi, anche solo per tre vite.


“Ghosts’N’Goblins” di jotd è il porting Amiga AGA che i fan Capcom aspettavano da trent’anni. Tutti e sette i livelli dell’arcade originale, 64 colori su schermo e una fedeltà al gameplay che sfiora la filologia, compresa la storica cattiveria del level design. Arthur corre, salta e lancia le sue armi esattamente come ci si aspetta, con collisioni, pattern nemici e ritmo d’azione che ricalcano da vicino il coin-op, senza ombra di dubbio una “conversione brillante”.
A livello di opzioni il port non si limita a riprodurre il gioco, ma lo incornicia con una serie di extra graditissimi. Troviamo la regolazione di difficoltà e numero di vite, il “service mode” in pieno stile cabinato e una batteria di cheat integrati (invincibilità, salto di livello, cambio arma, warp verticale, incremento del punteggio) che rendono l’esperienza modulabile dal maso-hardcore al turista nostalgico. La distribuzione in formato LHA con installazione WHDLoad lo rende inoltre perfetto per A1200 reali, setup potenziati e anche macchine come THEA500 Mini, come conferma lo stesso autore nei commenti.
Non è tutto oro senza qualche pixel fuori posto. Le prime release non sono esenti da problemi di scrolling (soprattutto in PAL) e compatibilità peculiare con certe configurazioni di pad/CD32, con l’autore che suggerisce esplicitamente di forzare modalità NTSC o 50 Hz e ammette candidamente di essere ancora al lavoro sui compromessi imposti dai 64 pixel di scrolling orizzontale AGA. Parliamo comunque di una versione in evoluzione, aggiornata di frequente (le release 0.92 e 0.93 hanno già migliorato NTSC e corretto bug “cattivi” emersi in WHDLoad), segno di un progetto vivo e seguito.
Nel complesso, questo “Ghosts’N’Goblins” è una delle reinterpretazioni Amiga più convincenti dell’arcade Capcom: rispettosa, tecnicamente ambiziosa e sostenuta da una community entusiasta che sta contribuendo a limarne gli spigoli. Se avete sempre sognato di soffrire come in sala giochi ma con l’AGA che pompa grafica e audio, questo port è già adesso un passaggio obbligato, destinato a diventare un punto di riferimento definitivo man mano che lo sviluppo prosegue.

